Aumenti Autostrada A6: facciamo chiarezza

Come saprete, il Ministero dei trasporti si è adoperato per bloccare i rincari dei pedaggi autostradali che ogni inizio anno colpiscono i cittadini italiani e ingrassano i concessionari privati, riuscendoci su circa il 90% della rete autostradale.

Purtroppo, in questo 90% non rientra un’infrastruttura fondamentale della nostra Provincia, l’autostrada A6 Torino-Savona, il cui concessionario è il gruppo Gavio (lo stesso che tiene in scacco l’Asti-Cuneo), che ha visto un aumento del 2,2% delle tariffe.

Ho subito manifestato la mia disapprovazione, visto che l’aumento si va ad aggiungere alla chiusura di cinque aree di servizio (di cui tre in provincia di Cuneo) sulla tratta. Gli aumenti non sono quindi nemmeno collegati a investimenti e ricadute per i territori, un vero scippo per la Granda.

In seguito vari esponenti locali dell’opposizione si sono risvegliati dal “letargo”, non per denunciare il regalo fatto dal gruppo Gavio alla provincia di Cuneo, ma bensì per attaccare me stessa e il Governo sugli aumenti, ignorando (volutamente o non volutamente) come funziona davvero.

Gli aumenti annuali delle tariffe delle concessionarie autostradali sono automatici per legge e sono il frutto del quadro normativo e regolatorio che i precedenti governi di centrodestra e centrosinistra ci hanno lasciato.

Gli aumenti vengono comunicati al Ministero che può soltanto indicare se ci sono degli errori di calcolo o di interpretazione negli indicatori. Non c’è nessun negoziato in questa operazione, non potendo intervenire sui contratti in essere.

Ciò che ha fatto il ministro Toninelli a fine anno è stato evitare la maggior parte degli aumenti, non definirli. Riuscendo ad impedire gli aumenti sul 90% della rete, ma non su tutti perché alcuni concessionari, tra cui il gruppo Gavio concessionario della A6, hanno ritenuto di non concordare sul blocco degli aumenti e han fatto valere i vecchi contratti fatti da PD e FI per poter aumentare lo stesso i pedaggi.

Il mio impegno politico sarà sempre in favore del nostro territorio, qualsiasi sia il Governo.

Sono certa che il Ministero guidato da Toninelli abbia fatto il massimo per scongiurare gli aumenti anche sulle autostrade piemontesi e che sia al lavoro per studiare soluzioni alternative, ma che sia molto difficile intervenire su situazioni consolidate da decenni come le concessioni autostradali.

Incontrerò presto il Ministro Toninelli per cercare di sbloccare l’impasse su Asti-Cuneo e Tenda-bis e il Ministro Costa per la variante di Demonte. Le istanze del nostro territorio non possono essere ignorate!

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