C’è ancora molto lavoro da fare per fermare la tratta di esseri umani

La storia della ragazza nigeria sfruttata e torturata dalla maman è una delle tante che abbiamo registrato nel Comitato sulla tratta di esseri umani che sta concludendo i suoi lavori in seno alla Commissione Antimafia. Dopo oltre un anno il Comitato che coordino sta per trasmettere la relazione finale sull’attività svolta durante la quale sono emerse dati e informazioni che confermano che il nostro ordinamento è tra i più avanzati del mondo in tema di lotta al traffico e alla tratta di esseri umani, ciononostante l’assenza di una disciplina organica e efficace sul contrasto alla prostituzione e la scarsa propensione di alcuni stati esteri a collaborare in materia di giustizia spuntano le armi del diritto e dei reparti investigativi e operativi.

La maman è una sfruttatrice, spesso coinvolta in un sistema gestito da connazionali e radicato sul territorio.  Un sistema difficile da smantellare all’origine soprattutto perchè alimentato da una continua domanda.
Spesso chi usufruisce di prestazioni a pagamento offerte da queste ragazze non è consapevole del sistema criminale che si annida dietro e del giro di denaro che ha trasformato le schiave del sesso in uno dei più redditizi proventi delle criminalità organizzate straniere.
Disincentivare la domanda per riuscire ad eliminare l’offerta del mercato di esseri umani, questo è uno degli aspetti alla base della proposta di legge che stiamo definendo e che molti addetti ai lavori hanno salutato favorevolmente.
Un plauso agli agenti che hanno svolto le indagini che hanno condotto all’arresto di questa sfruttatrice spietata e un caloroso abbraccio alla vittima di questo mercato ingiusto.
Spero che il lavoro che ho svolto in merito scuoterà l’interesse e le coscienze del resto del Parlamento che deve occuparsi concretamente di questo problema.