Per far ripartire i cantieri, facciamo ripartire i Comuni: 40mila assunzioni

Di Laura Castelli

C’è un importante anello che collega la crescita di questo Paese allo sblocco dei cantieri che passa dal coinvolgimento e dalla collaborazione con le Amministrazioni locali.
Anche per questo dobbiamo lavorare per rafforzare i Comuni e dargli l’opportunità di svolgere a pieno le loro funzioni. Questo lo faremo andando a colmare le carenze di personale ed in particolare di quello tecnico.
In Italia ci sono sia Comuni che sono sovradimensionati che Comuni sotto dimensionati. Superando il sistema del turn over è possibile avviare un percorso virtuoso di riequilibrio.
Daremo la possibilità ai Comuni di integrare il proprio contingente riferendolo alle entrate dell’Ente, quindi alla propria capacità fiscale ed ai trasferimenti. Questo significa aprire una riflessione seria sull’efficacia della riscossione locale e sulla necessità sia della sussidiarietà orizzontale che verticale. Dai qui una nuova stagione di analisi dei fabbisogni standard.
Un sano federalismo non può non tenere in considerazione la corretta solidarietà tra chi ha maggiore capacità fiscale rispetto a chi ne ha minore.
Dal superamento del meccanismo del turn over deriveranno 40 mila assunzioni in più per i Comuni senza maggiori oneri sulla finanza pubblica in quanto pienamente sostenibili in termini di bilancio. Non solo. Viene scritta una sola regole semplice e diretta che deve semplificare l’attuale quadro che si presenta complesso ed oscuro.
In questo modo lavoriamo allo sblocco dei micro-cantieri, che portano PIL e benessere a livello locale.

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