Relatrice della proposta di legge che introduce il referendum propositivo in Costituzione

Oggi inizia in Commissione Affari Costituzionali alla Camera dei Deputati l’iter della proposta di legge costituzionale che introduce il referendum propositivo in Costituzione, di cui sono stata nominata relatrice. E’ una proposta di legge di cui vado particolarmente fiera perchè è da sempre una battaglia del MoVimento 5 stelle, che oggi, può diventare realtà.

D’altronde il Movimento è proprio nato dalla volontà dei cittadini di partecipare direttamente alla vita pubblica, di poter decidere del loro futuro, con il primo V-Day, nel 2007, con la proposta di legge di iniziativa popolare “Parlamento pulito”. Allora raccogliemmo più di 300 mila firme, sei volte il numero richiesto ma nonostante questo fummo ignorati dalla (vecchia) politica. Oggi siamo in Parlamento proprio perchè non succeda ad altri quanto successo a noi.

Questa proposta di legge costituzionale introduce un’iniziativa legislativa popolare rafforzata dal fatto che può seguirne una consultazione popolare e risponde al duplice obiettivo di promuovere e rafforzare la democrazia diretta e, nel medesimo tempo, di valorizzare il ruolo del Parlamento nella sua capacità di ascolto, di interlocuzione, di elaborazione di proposte in grado di rispondere sempre più efficacemente alle domande che vengono dall’iniziativa popolare.

Come funziona il referendum propositivo?

▪          I cittadini elaborano una proposta di legge ordinaria.

▪          Quando hanno raccolto 100.000 firme la Corte costituzionale verifica che il referendum non violi:

  • i principi e i diritti fondamentali protetti dalla costituzione;
  • gli obblighi internazionale ed europei.

▪          Se il referendum è ammissibile e si raccolgono 500.000 firme, il Parlamento ha 18 mesi di tempo per esaminarlo:

  • se il Parlamento non approva un testo che soddisfi le esigenze dei cittadini, si tiene il referendum;
  • se il Parlamento approva un testo che non soddisfa le esigenze dei cittadini, il referendum si tiene su entrambi i testi.
Quando non è ammesso il referendum?

L’Istituto è escluso:

▪          per le proposte di revisione costituzionale;

▪          quando contrasta con i principi e i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione nonché con i vincoli internazionali ed europei;

▪          quando la proposta non ha contenuto omogeneo;

▪          quando la proposta non indica i mezzi per far fronte a eventuali nuovi o maggiori oneri;

▪          per le procedure legislative speciali o ad iniziativa vincolata quali ad esempio:

  • la legge di bilancio;
  • le leggi che regolano i rapporti con le confessioni religiose diverse da quella cattolica;
  • le leggi di amnistia e indulto;
  • le leggi di attuazione dell’autonomia differenziata.

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