Scorta di ferragosto: inutile spreco o ragionevole soluzione? Minniti risponda

Secondo la segnalazione riportata da La Stampa di Cuneo tra il 14 e il 15 agosto sarebbe stata impiegata una scorta, assegnata ad un politico di cui non si conosce l’identità, per accompagnarlo in un viaggio di andata e ritorno da una località di vacanza nella provincia di Imperia ad una località del cuneese dove lo stesso politico avrebbe dovuto presenziare all’inaugurazione di un evento pubblico.

Per gli agenti pernottamento, trasferta e doppio viaggio di andata e ritorno. Ho chiesto a Minniti di sapere se fosse effettivamente a conoscenza di questa scelta e quali fossero le ragioni di una pianificazione logistica che di primo acchito sembra poco logica.

Secondo i sindacati di Polizia agli agenti di Cuneo sarebbe stato ordinato di a recarsi nell’imperiese il 14 agosto, pernottare in trasferta nella località di villeggiatura del politico per poi scortarlo fino alla manifestazione che si è tenuta il giorno di ferragosto nel cuneese. Ovviamente agli stessi agenti sarebbe toccato riaccompagnare il politico presso al sede di vacanza e tornare infine a Cuneo.

Due giorni di trasferta e un doppio viaggio andata-ritorno per gli agenti delle forze dell’ordine di Cuneo per coprire circa 150 chilometri di distanza.

Secondo quanto pubblicato, a firma di Gianni Martini, Ministero e Capo della Polizia erano a conoscenza degli spostamenti. C’è quindi da chiedersi se l’impiego di una scorta a cavallo di ferragosto per scorrazzare tra la provincia ligure e quella piemontese non fosse evitabile e soprattutto se, come fanno presente i sindacati di Polizia, non fosse più opportuno l’impiego di una scorta che da Imperia accompagnasse direttamente il politico a Cuneo, senza pernottamenti, trasferte e doppi viaggi.

Diamo per buone, ovviamente, le ragioni alla base della scelta dell’assegnazione di una scorta al politico senza identità.

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