Antimafia approva relazione finale sull’attività del XII Comitato Tratta e mafie che ho coordinato

Oggi la Commissione Antimafia ha approvato la Relazione finale sull’attività del XII Comitato Tratta e mafie che ho coordinato negli ultimi due tre anni. E’ stato un lavoro minuzioso e che ha impegnato numerose esperti e esponenti delle forze dell’ordine e della magistratura per approfondire gli aspetti legati al traffico e allo sfruttamento degli esseri umani.

Prostituzione, accattonaggio, lavoro nero rappresentano i proficui rami d’azienda della Criminalità transnazionale che sta prendendo sempre più il sopravvento in questo mondo globalizzato. Attività profittevoli perchè esiste un mercato illegale che da un lato presenta una offerta da parte delle organizzazioni criminali ma dall’altra trova una domanda rappresentata da cittadini comunitari che si avvalgono di tali servizi: dal sesso al lavoro nero, dai prodotti contraffatti a quelli ricettati.

L’Italia e l’UE hanno risposto finora oscillando tra un’apertura illimitata e una rigida chiusura senza effetti concreti se non quello di favorire il traffico illegale di persone. Traffico che si è trasformato via via in tratta cioè schiavitù moderna.

Queste persone sono vittime che vanno tutelate e fatte emergere non solo per fini umanitari ma anche per meglio comprendere cosa c’è dietro il fenomeno della tratta.

Per questa ragione la Commissione Antimafia sulla scorta delle mie proposte ha approvato di segnalare al Parlamento e al Governo futuri di sviluppare la raccolta di informazioni attraverso una collaborazione costante tra organi investigativi e organizzazioni non governative, per predisporre una banca dati unica da condividere con gli altri paesi Ue.

  • Formare ad hoc le forze dell’ordine affinché possano acquisire le necessarie competenze e conoscenze utili ad affrontare il fenomeno con un approccio multidisciplinare: sicurezza, sociale, culturale.
  • Estendere la confisca dei beni alle aziende che, colluse con l’organizzazione criminale – anche non mafiosa –, sfruttano la manodopera dei trafficati.
  • Riconoscere alle vittime del caporalato il pieno risarcimento da parte del datore di lavoro e a quelle di tratta, in particolare della prostituzione e dei bambini obbligati all’accattonaggio, un indennizzo non limitato agli attuali forfettari 1.500 euro.
  • Intensificare la comunicazione e l’informazione finalizzate a sensibilizzare la società e l’opinione pubblica affinché si riconoscano a pieno questi fenomeni.
  • Intervenire presso i governi extra europei per sviluppare collaborazioni vere soprattutto sul piano della raccolta e condivisione delle informazioni e dei dati e sul piano delle indagini.
  • Potenziare la cooperazione giudiziaria e rafforzare le agenzie investigative europee già esistenti, con squadre investigative comuni e istituire la più volte sollecitata Procura Europea.
  • Promuovere la presenza sulle navi delle marine militari estere di ufficiali di Polizia Giudiziaria italiani.

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