Con Dl Semplificazioni Pa alleata dei cittadini

In questi mesi così duri abbiamo iniettato decine di miliardi di euro nel sistema Paese, soldi con cui abbiamo provato a tamponare una situazione senza precedenti nella nostra storia recente. Abbiamo messo benzina nel motore dell’Italia.
Con il Dl Semplificazioni, approvato stanotte in Cdm, proviamo invece a sbloccare e rendere più fluidi gli ingranaggi di quel motore, in modo da farlo girare più veloce di quanto non facesse anche prima dell’arrivo della pandemia.

La Funzione pubblica ha giocato un ruolo centrale nella messa a punto di questo provvedimento che punta a liberare le energie e a sbloccare gli investimenti. Interveniamo in tutti i settori chiave per la ripresa: edilizia, appalti, infrastrutture, banda larga, procedure ambientali e green economy. Nello stesso tempo, il decreto contiene importanti misure, comuni a tutte le procedure, per assicurare tempi certi, semplicità, trasparenza e digitalizzazione. In sostanza, avviciniamo la Pa al Paese reale, la rendiamo alleata di cittadini e imprese.

Vediamo alcuni di questi interventi trasversali:

  • Uno dei problemi più segnalati è la lunghezza e l’incertezza dei tempi di conclusione delle pratiche, che scoraggia l’iniziativa dei privati e rende incerti i diritti dei cittadini. Per la prima volta si introduce il dovere per le amministrazioni di misurare e pubblicare i tempi effettivi delle procedure. Ad esempio, gli enti dovranno pubblicare quanto impiegano a rilasciare una carta di identità, un’autorizzazione o a concedere una pensione di invalidità. I tempi effettivi verranno confrontati con quelli previsti da leggi o regolamenti. Iniziare a misurarli è una piccola rivoluzione che mette il cittadino e l’impresa al centro e spinge le amministrazioni al rispetto dei tempi. Infine massima trasparenza: tutti potranno mettere a confronto i tempi di attesa dei diversi enti per la stessa pratica.
  • Le Pa che non rispondono entro i termini non potranno più intervenire: diamo così chiarezza e certezza quando c’è la Scia, la Conferenza dei servizi o il silenzio-assenso. I provvedimenti adottati dopo la scadenza dei termini sono inefficaci, tranne in caso di atto illegittimo. In questo modo le amministrazioni saranno indotte a comportamenti virtuosi. Una piccola rivoluzione: Pa e cittadini sono finalmente sullo stesso piano.
  • Facciamo in modo che le autorizzazioni e i pareri siano più rapidi per le opere che servono al Paese. Fino al 31 dicembre 2021 le pubbliche amministrazioni potranno utilizzare una conferenza di servizi semplificata con termini più veloci: sessanta o al massimo novanta giorni. Per le autorizzazioni collegate alla localizzazione e alla realizzazione delle opere e delle infrastrutture previste da decreto ci sono ulteriori riduzioni dei termini.
  • Per semplificare non basta un decreto, bisogna poi attuare le norme, serve la buona amministrazione: ecco perché lavoriamo all’adozione, entro il 30 settembre, dell’Agenda per la semplificazione 2020, condivisa con Regioni ed enti locali. Il risultato non sarà raggiunto fino a che la semplificazione non entrerà davvero nelle case dei cittadini. Bisogna per esempio semplificare le procedure eliminando tutti gli adempimenti che non sono giustificati dalla tutela dell’interesse pubblico: nessuna autorizzazione dallo Stato più di quelle che sono effettivamente necessarie. Poi c’è da estendere l’esperienza della modulistica standardizzata per cittadini e imprese, che è stata già realizzata per le attività edilizie, artigianali e commerciali con ottimi esiti. Lavoreremo d’intesa con Regioni ed enti locali per generalizzare questa pratica.

La semplificazione non si fa con un tratto di penna: richiede visione, impegno continuo e collaborazione tra istituzioni. La sfida è enorme, ma ora è il momento di agire e questo Governo ha la forza e le mani libere per farlo come mai accaduto prima.

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