Disabilità e lavoro: nessuno deve rimanere indietro

Non c’è lavoro senza dignità. E non c’è dignità quando i diritti vengono calpestati. Questo vale per tutti e vale ancora di più per le persone che vivono una disabilità. E’ pensando a loro che il M5S ha presentato in Senato una proposta di legge, a prima firma Paola Taverna, che punta a modificare la norma del ’99 sul cosiddetto ‘collocamento mirato’ e a facilitare l’ingresso dei disabili nel mondo del lavoro e a migliorarne le condizioni.

La proposta, nata dalla collaborazione con l’Associazione L’Arte nel Cuore, prevede che le aziende che assumono un disabile possano scegliere di stipulare una convenzione con una Onlus dando la possibilità al neo assunto di lavorare in un’associazione che sappia valorizzarne capacità e inclinazioni. In questo mododiciamo stop ai tanti, troppi casi di persone con disabilità che spesso finiscono parcheggiate in un ufficio senza una vera mansione, allo stesso tempo l’azienda può adempiere agli obblighi di legge ed evitare sanzioni e si aiutano le associazioni a reperire risorse umane.

E lo facciamo senza creare nuove fondazioni, che spesso diventano mangiatoie di soldi pubblici, e con una proposta a costo zero.

Questa è l’idea di welfare e lavoro che il M5S vuole portare avanti, un’idea molto diversa da quella di un governo che continua a sparare balle e numeri a caso per far credere che con il suo Jobs Act siano aumentati i posti di lavoro e che ha tentato di colpire i disabili, considerando pensioni di invalidità e d’accompagnamento come redditi.

E tutto questo in una realtà in cui gli ultimi dati disponibili (relativi al biennio 2012-2013) ci dicono che l’84% dei disabili in età lavorativa non ha un impiego e i disoccupati iscritti nelle liste di collocamento obbligatorio sono 750mila.

Nel M5S nessuno deve rimanere indietro.

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