I “timidi” sparano nel mucchio

Quando non hai idee, attacca. Quando non hai soluzioni, attacca. Quando sei “timido” guardi il dito e non la luna che ti viene indicata. È così che funziona, è così che si è sempre fatto. Dev’essere giusto così.

Spara nel mucchio! Spara dove non puoi sbagliare, spara a salve, ma spara!

I dipendenti pubblici sono il mucchio più grande del Paese. Spara! Spara!
Così si fa, così si è sempre fatto.

In tutta questa raffica di colpi a salve non ci sono cadaveri, non muore il corpo, ma muore la dignità delle persone. Poco importa se è vero o falso, la statistica non dà certo il pane.

Non puoi licenziarli ma tu un lavoro non ce l’hai? Insultali!
Non guadagni quanto loro e sei frustrato? Insultali!
Non vinci il concorso? Sono tutti raccomandati, insultali!
Servono troppi titoli per entrare? Figli di papà, insultali!
Stanno a casa come te? Devono per forza rubare lo stipendio, insultali!
Lavorano da remoto perché “sono studiati”? Tu spacchi pietre, insultali!

Le teste “timide” piangono se stesse anche quando sparano nel mucchio e questo alza il livello dell’odio sempre più. Quanto spreco.

E perché non capitalizzare?
Le teste vuote non propongono nulla, ma criticano, la critica crea consenso, il consenso una sistemazione la deve pur dare. Allora spara!
Vince chi la spara più grossa. E le vittime cosa perderanno mai? Chi spara la dignità non ce l’ha nemmeno. Nessuno perde allora.

L’Italia è in ginocchio, è svilita. Allora spara, falla finita. Eppure non finisce mai. Ma tu spari.
Non muore nessuno, solo la dignità di chi ha il coraggio delle idee.
Non muore nessuno, solo la dignità di chi ha rispetto per gli italiani.
Non muore nessuno, solo la dignità di chi lavora onestamente.
Non muore nessuno, solo la dignità di chi studia continuamente.
Non muore nessuno, perché si spara a salve. Senza mezza idea.

Le idee non danno il pane. La rabbia almeno dà uno sfogo, perché è sempre colpa degli altri.
E mai colpa mia.

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