Italicum, comprendo la decisione della Consulta

La Consulta ha deciso di slittare la data dell’udienza sull’Italicum, originariamente prevista il 4 ottobre a data da definirsi.

Le discussioni sulla legge elettorale del Governo Renzi sono state molte sia all’interno delle aule parlamentari, che nei salotti televisivi.
La percezione sempre più forte da parte dei cittadini del combinato disposto della stessa con la riforma costituzionale hanno contribuito ad alimentare il dibattito.
Il fatto poi che 2 dei ricorsi piovuti sulla legge elettorale fossero stati portati di fronte alla Consulta (con data fissata al 4 ottobre) ha risvegliato l’attenzione della classe politica che ha magicamente ricominciato a parlare di modifiche Italicum.

Quali modifiche però?

Io finora ho sentito Renzi e colleghi parlare solo di permettere alle coalizioni, anziché alle liste singole, di partecipare.

Questa non é una modifica radicale della legge che è sbagliata nel suo impianto complessivo, è solo un cambiamento di un dettaglio che fa comodo ai partiti ma che nulla ridà ai cittadini in termini di rappresentanza e che per nulla rende la legge conforme alla pronuncia n.1/2014 (che ha dichiarato incostituzionale il Porcellum).

Resterebbe una legge sbagliata seppur Renzi e c. la modificassero introducendo le coalizioni.

Questa legge è strettamente connessa alla riforma costituzionale Boschi (seppur il Governo dica il contrario) e garantisce a colui che vincerà le elezioni un potere immenso in barba al bilanciamento dei poteri attualmente previsto dalla Carta.

In un clima politico di schizofrenia e ipocrisia, comprendo la decisione della Consulta. Ha semplicemente ritenuto di rispettare la carta costituzionale e i cittadini, non decidendo subito per non veicolare l’esito del referendum e per non diventare oggetto di facile strumentalizzazione.

Ieri a Domodossola, in una delle piazze nelle quali portiamo le motivazioni del NO, mi è stato chiesto in uno scenario come quello attuale quale sia l’organo a cui possiamo appellarci per salvare la nostra Democrazia.

Siamo noi, andando a votare al referendum e votando NO.
La sovranità spetta al popolo!

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