Lettera aperta al Ministro per le pari opportunità Maria Elena Boschi sulla tratta di esseri umani

In Italia è attivo dal 2000 un programma di assistenza e protezione delle vittime di tratta (dalla fine degli anni novanta sono state più di 60mila), il quale prevede che le ragazze costrette a prostituirsi siano aiutate a sottrarsi alle minacce dei loro sfruttatori, che siano accolte in case rifugio e che siano assistite da professionisti nel processo legale e psicologico che devono intraprendere per sottrarsi al regime di schiavitù in cui si trovano.

Visto che il tema della tratta degli esseri umani è andato acquisendo, nel corso dei decenni, un sempre più ampio e complessivo significato non più limitato al traffico di esseri umani ma più ampiamente comprensivo di concetti quali la schiavitù (quindi lo sfruttamento e l’uso di mezzi coercitivi) in un sistema internazionale e transnazionale di vero e proprio sodalizio criminale, due anni fa avevo presentato un’interpellanza urgente al Governo e ai Ministri competenti per sollecitare l’adozione del Piano nazionale d’azione contro la tratta di esseri umani così come previsto dalla Direttiva Europea 2011/36/UE.

Il tema è talmente rilevante da essere divenuto oggetto di apposito comitato in commissione bicamerale antimafia.

In questi giorni con grandissimo stupore e amarezza ho appreso da notizie di stampa che dal primo settembre le ragazze che riusciranno a fuggire dai criminali che le obbligano a prostituirsi, in alcune regioni italiane come il Piemonte, la Sardegna, la Basilicata la Valle D’Aosta, la Liguria e in alcune zone della Sicilia, non potranno più rivolgersi ai servizi di assistenza presenti sui territori sopra indicati. La causa di tutto ciò risiede nella decisione del Suo Ministero di escludere alcune associazioni e regioni dai finanziamenti statali.

E’ una decisione totalmente irrazionale che mette a repentaglio la vita di queste persone. Ragazze che hanno necessità assoluta di protezione e di aiuto psicologico per poter ritornare a condurre una vita normale. D’altronde lo stesso assessore alla Pari Opportunità della Regione Piemonte in un’intervista ad un quotidiano nazionale afferma che da oggi 108 soggetti vittime di tratta accolte nelle strutture di accoglienza preposte rischieranno di trovarsi senza assistenza o comunque di essere trasferite in altri luoghi con grave danno per le stesse.

Queste persone sono già state vittime dei loro aguzzini e se questi fondi non verranno ripristinati questa volta saranno anche vittime dello Stato italiano. Con la presente sono quindi a chiederLe di rivedere la scelta operata dal Suo Ministero e di conseguenza concedere i finanziamenti a tutte quelle associazioni e regioni a cui sono stati revocati. La prego Ministro Boschi risolva il problema e non rendiamo queste ragazze ancora vittime, hanno la dignità che abbiamo io e Lei di vivere una vita normale.

Deputata Fabiana DADONE

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