Lo stop al consumo di suolo è una priorità assoluta!

Lo scorso anno abbiamo consumato 52 Km quadrati di suolo. Ben 2 m quadrati al secondo di terreno vegetale sono stati impermeabilizzati dal cemento! Lo dicono i dati del rapporto Ispra sul consumo di suolo. Sono dati agghiaccianti.

Aspetto ancora più grave è che quasi un quarto (il 24,61%) del nuovo consumo di suolo netto tra il 2016 e il 2017, è avvenuto all’interno di aree soggette a vincoli paesaggistici. Di questo, il 64% è dovuto alla presenza di cantieri e ad altre aree in terra battuta destinate, in gran parte, alla realizzazione di nuove infrastrutture e fabbricati.

La cementificazione è anche intrinsecamente legata al fenomeno del dissesto idrogeologico, ed è seriamente preoccupante apprendere che il 6% delle trasformazioni del 2017 si trova in aree a rischio frana e che il 15%, invece, coinvolgerebbe i territori a pericolosità idraulica media.
Da tempo il Movimento 5 Stelle segue con molta attenzione la questione del consumo di suolo e del dissesto idrogeologico. Appena eletti abbiamo di nuovo depositato una proposta di legge che mira all’arresto del consumo di suolo. Un disegno di legge scritto in collaborazione con il Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio e gli iscritti di Rousseau tramite la funzione Lex. Inoltre è stata presentata anche una proposta di legge per la prevenzione e il contrasto del dissesto idrogeologico.

Come ha recentemente dichiarato il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, il suolo non è rinnovabile, e per questo dobbiamo al più presto riprendere il testo della legge sul consumo di suolo che si è arenata la scorsa legislatura, migliorarla e portarla a compimento. Non c’è più tempo.

Il contratto di Governo del Cambiamento parla chiaro:

È indispensabile fermare il consumo di suolo (spreco di suolo) il quale va completamente eliminato attraverso un’adeguata politica di sostegno che promuova la rigenerazione urbana. A questo proposito vanno promosse azioni di sostegno alle iniziative per rilanciare il patrimonio edilizio esistente, favorendo la rigenerazione urbana e il retrofit (riqualificazione energetica) degli edifici”. Inoltre “Per contrastare il rischio idrogeologico sono necessarie azioni di prevenzione che comportino interventi diffusi di manutenzione ordinaria e straordinaria del suolo su aree ad alto rischio, oltre ad una necessaria attuazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico”.

 

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