Noi stiamo con le vittime: la norma sulla prescrizione non si tocca

Oggi mi metto nei panni delle vittime di Porto Marghera e di altri reati ambientali e grandi disastri colposi che hanno flagellato ripetutamente il nostro Paese. E ricordo benissimo l’appello che nemmeno due mesi fa è arrivato dai familiari di chi ha perso la vita in stragi come quella di San Giuliano di Puglia. Rammentate i 27 bambini e la maestra che morirono sotto le macerie, tra i banchi di una scuola, durante il sisma del 2002?

Sì, oggi mi metto nei loro scomodi panni. Loro hanno avuto giustizia, è vero, ma la chiedono per chi rischia di sentirsi dire dallo Stato italiano: “Mi spiace, tempo scaduto. Non possiamo garantirvela”.

La norma sulla prescrizione, nel quadro di uno snellimento complessivo del processo penale, è una conquista di civiltà che ci mette in linea con gli altri grandi Paesi avanzati, ci rende uno Stato normale. Il M5S al Governo e in particolare il collega Bonafede hanno lavorato in modo costruttivo con due delle altre tre forze di maggioranza per giungere a una sintesi qualificante che tenesse assieme le esigenze di tutte le parti.

I cittadini ci chiedono un’amministrazione della giustizia che dia risposte in modo efficiente e rapido, che a un certo punto non sia costretta ad alzare bandiera bianca perché “scadono i termini”.

Lo dico da ministro per la Pa: stiamo rafforzando le piante organiche del comparto come mai accaduto prima. Eppure c’è qualcuno in maggioranza che fa finta di non capire. Qualcuno che, dopo aver cambiato idea, cerca solo di sventolare una bandierina per farsi notare.

Noi andiamo avanti con il lavoro, perché una macchina dello Stato più efficiente avvicina i cittadini alla cosa pubblica e consente alle nostre imprese di produrre e competere meglio.

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