Non temiamo il futuro, governiamolo

L’effetto crisi del coronavirus brucia milioni e nessuno mai ha detto che le norme Covid e quel modo di affrontare l’emergenza sarà la norma. Tantè che c’è stato il rientro negli uffici dopo uno smart working di emergenza ed oggi e soprattutto domani avremo una quotidianità totalmente diversa e un nuovo smart working che sarà la norma. Perché pubblicare in prima pagina una notizia falsa e allarmistica quindi?

L’Italia è l’unico Paese europeo che nei sondaggi mostra la tendenza a giudicare se stesso peggio di quanto lo giudichino gli altri, esercitando quell’auto disistima che Carlo Emilio Gadda chiamava “la porca rogna italiana del denigramento di noi stessi… la dilagante attitudine a deprecare noi, il paese in cui siamo nati, il governo in carica (da chiunque presieduto), la storia passata, le inevitabili noie quotidiane”. (Italiadecide 2020)

La fiducia come rimedio all’insicurezza e motore di coesione è compito collettivo, non può essere demandata a singoli leader di sorta, a movimenti politici o alle sole istituzioni. Tutti lavoriamo in tal senso e la maggiore responsabilità è ovviamente di chi ha l’onere di parlare all’opinione pubblica. Non voglio limitarmi a dire che La Stampa oggi è protagonista di fake news in prima pagina, voglio chiedere perché?

Il perché ci aiuterebbe in un dibattito pubblico a capire le motivazioni e le finalità di certe dichiarazioni che poste così sono mendaci. In questa guerra di illazioni e dichiarazioni in leggerezza il risultato è una sconfitta per l’Italia intera. Per troppi anni abbiamo legiferato col pessimismo di Machiavelli che parte dall’idea che siamo tutti furbi, tutti delinquenti. Oggi voglio andare oltre.

Giacinto Dragonetti diceva: “Gli uomini hanno fatto milioni di leggi per punire i diletti, e non ne hanno stabilita una per premiare le virtù”. Lo smart working premia le virtù e migliora il lavoro, la sua resa e la vita del lavoratore. Non voglio pensare che La Stampa pubblichi sfrontatamente una bugia perché risponde a ordini di scuderia, voglio credere che sia un errore in buona fede dettato dalla paura del nuovo.

Abbiamo tutti paura del nuovo, è normale. Beppe Grillo parlava di salto nel buio. Ora stiamo governando quel salto nel buio, quel cambiamento tanto atteso. Non attacchiamo chi ha paura, ma forniamo dati, prove, testimonianze, ricerche, perché solo così la paura svanisce. Un abbraccio a chi ha paura e un invito: studiate, informatevi, controllate le fonti, incrociate le informazioni. E non avrete più paura.

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