Guidi beccata con le mani nel petrolio, Renzi e Boschi a casa con lei

Scandalo “Tempa Rossa “ a Potenza dopo la Guidi si dimettano anche Renzi e la Boschi.

La misura è colma si devono vergognare a andare a casa subito.

Ora si capisce perchè il Pd ed il governo tifano per l’astensione sul referendum delle trivelle in programma il prossimo 17 aprile. Un referendum che intacca gli interessi delle compagnie petrolifere.

Il compagno della Guidi indagato dalla Procura concordava con l’amata emendamenti a favore degli impianti di Total legati al deleterio provvedimento “Sblocca Italia”. La Guidi chiedeva a sua volta l’avallo della Boschi, il tutto con Renzi che blindava i provvedimenti mettendo il voto di fiducia.

L’emendamento marchetta al centro dello scandalo venne per prima denunciato alla Camera dal Movimento 5 Stelle

La storia parte con lo ‘Sblocca Italia’ dove fu proprio Mirella Liuzzi (M5S) a scoprirlo. In quella occasione riuscimmo a bloccarlo nella notte del 17 ottobre 2014 grazie ad una dura lotta parlamentare.

In seguito, il 15 dicembre 2014 il governo fu pescato nuovamente con le mani nei pozzi di petrolio.

Il gioco sporco venne scoperto al Senato da parte di Gianni Girotto e Gianluca Castaldi esponenti pentastellati delle Commissioni Industria del Senato.

L’emendamento vergogna era stato ripresentato da parte del Governo in legge di Stabilità.

Fu così che la triplice alleanza petrolifera Renzi-Guidi-Boschi, tramite il voto di fiducia riuscì a blindare ed approvare il maxi-emendamento a firma Boschi.

La Guidi si è già dimessa , se ne vadano a casa anche Renzi e con lui finalmente la Boschi.

Questo governo fossile deve andare a casa.

Il 17 aprile tutti a votare per il referendum anti-trivelle!

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