Caso Moro: togliete il segreto di Stato e farete il primo passo!

CASO MORO – “Via Fani, 007 in moto a protezione delle BR”, così titola il Fatto Quotidiano di stamattina.

Novità determinante? No, fatto storicamente e giuridicamente accertato.
Che fosse presente sul luogo del rapimento del Presidente Moro una moto Honda blu con a bordo due persone estranee al comando terrorista è cosa ormai accertata. La novità starebbe nell’aver identificato i soggetti a bordo della stessa, peraltro entrambi defunti (come si apprende dall’articolo).

Chiunque abbia letto i numerosi libri scritti negli anni su questa storia (come “la tela del ragno” di Flamigni) si è fatto un’idea dell’accaduto. Il punto qui è de-secretare le carte! 

Finchè infatti non verrà tolto il segreto di stato nulla di nuovo potrà emergere, per cui la nuovissima Commissione d’Inchiesta sarà l’ennesima commissione “di facciata”. A pensarla così non sono solo io ma anche Franceschini, ex Br dissociato, la cui intervista è riportata sul giornale.

Noi, in merito al segreto di stato, proponemmo in Aula 3 emendamenti concernenti:

  1.  L’eliminazione dell’opponibilità del segreto di Stato, bancario e d’ufficio alla commissione d’inchiesta
  2.  La semplificazione della procedura riguardante i documenti acquisiti da stati esteri e trasmessi al nostro Paese col vincolo di non divulgazione, eliminando la previsione dell’intervento del Presidente del Consiglio volto a contattare la fonte dalla quale il documento proviene per valutare la presenza o meno della possibilità di fornire lo stesso alle autorità giudiziarie e renderlo dunque pubblico
  3.  La limitazione dell’opponibilità da parte di un avvocato del segreto, per fatti che attengano la parte processuale di cui detiene il mandato, a per processi giudiziari ancora in corso.

Ci sono state opposte tre chiarissime risposte: “No”, “No” e infine ancora “No”.

La motivazione consisterebbe nel fatto che essendo così anche per la Commissione Antimafia non sarebbe opportuno superare i confini dati a quest’ultima per altra commissione.
La verità è che questa nuova Commissione d’Inchiesta non verrà a capo di nulla se non si deciderà di togliere il segreto di Stato e portare finalmente alla luce i lati ancora oscuri.

Siatene consapevoli, se al Senato non verrà modificata questa parte, nulla di nuovo potrà emergere e sarà la riprova del fatto che questa nuova commissione sarà soltanto una presa in giro alla memoria di Aldo Moro e al dolore delle famiglie delle vittime di via Fani.

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