Niente resterà come prima

A settembre sono diventata ministro della Pa e alle sollecitazioni dei giornalisti sul programma e sulle riforme ho risposto: non amo i proclami, studierò nel dettaglio i fascicoli e vi terrò aggiornati. A ottobre decisi di inserire l’implementazione dello smart working tra le priorità del mio mandato. Era ovvio per un rappresentante del Movimento 5 stelle, ma anche per chi prima di me, in quel ministero, aveva lavorato invano sul tema. È ovvio per chi vede e vive la continua evoluzione del lavoro: il lavoro agile, il lavoro smart rappresenta il cambio di mentalità che manca all’efficienza cui tutti puntano.

Politicamente, passare dal cartellino alla produttività, dalla criminalizzazione del dipendente all’incentivo, dalle scuse all’assunzione di responsabilità non era solo ovvio, ma giusto.

Gianroberto Casaleggio era un visionario, come lo è Beppe Grillo. Da ministro di questo governo ho l’onere di trovare soluzioni, lo faccio a testa alta e con la massima obiettività ogni giorno. Davide sta applicando a quella visione originaria la professionalità necessaria, la sta mettendo in atto con metodo e lucidità. Luigi si è assunto responsabilità che farebbero impallidire chiunque. Sono esempi della materializzazione di quelle idee e del coraggio necessario a non cedere, non arretrare mai.

Non voglio una “riforma Dadone”, non voglio meriti miei, ma far valere le idee in cui ho sempre creduto, le nostre idee, la visione di quel mondo a 5Stelle che ci onora. Finché avrò la possibilità di rappresentarvi, lo farò nel merito delle proposte che porterò all’attenzione di quei tavoli che cambiano le nostre vite in meglio nella sostanza. Senza cartellino, senza orari, ma sulla base della cultura degli obiettivi e dei risultati.

Qui la ricerca dell’Associazione Gianroberto Casaleggio sui cambiamenti nell’Italia dopo il coronavirus.

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